CRONACA di UNA SERATA STORICA- INAUGURAZIONE della “SALA MATTEI” Stampa

Sabato 28 gennaio a Montecchio di Giano si è vissuta una serata fantastica per i fatti storici ricordati e perché questo evento rimarrà nella storia del nostro paese. La storia grande maestra, peccato che ha pochi alunni!!!

L’occasione è stata offerta a seguito della ristrutturazione dei locali, di proprietà dell’Università Agraria, a pian terreno della vecchia “Osteria” presso l’area sportiva di Montecchio ed adiacente alla vecchia Flaminia. Montecchio, piccola frazione di Giano dell’Umbria, ma grande paese per il cuore e il nerbo sociale che lega questi miei paesani nelle loro attività culturali e sono partecipi della loro storia piccola, ma significativa.

Benemerita la storica (1899) Università Agraria del paesino che finanzia il progetto ideato dallo stesso suo Consiglio. Fondi comuni utilizzati per scopi comuni a beneficio della collettività.

Il paesello conserva nel suo storico palazzo comunale nell’interno della piazza antistante la chiesa parrocchiale, lo stemma antico ben conservato nella sua originalità.

I momenti dell’evento sono stati:

Stacco musicale della locale Banda musicale di S. Cecilia con un pezzo classico per riunire tutti i convenuti e dare inizio alla festa programmata nel minimi particolari;

Taglio del nastro tricolore ad opera del sindaco di Giano dell’Umbria  Dott. Paolo Morbidoni e del Presidente dell’Università Agraria Del Quondam Vittorio. Presente il parroco dell’Unità pastorale di Bastardo D. Emo, e il sottoscritto (che ricordava nella sua memoria segreta la frequenza del luogo negli anni delle elementari, poiché, sopra al I piano dell’edificio negli anni 50, c’erano le aule scolastiche per le cinque classi accorpate in pluriclassi, ecc…ecc…). Infine erano presenti anche i consiglieri dell’ Università Agraria: Dottorini Gianfranco, Vittori Sandro, Vittori Pietro, Pacifici Massimo, segretario dell'Ente: Moretti Cristiana. Dopo il taglio del nastro sono intervenuti, dando un importante contributo all’evento,  il coro polifonico “ Mons. Tommaso Frescura” di Marcellano-Montecchio guidati dal professore Emore Paoli, i bambini ‘pulcini’ della Banda del luogo, lo storico, nonchè ideatore della relazione, Felice Santini, il funzionario della Regione dell'Umbria impegnato presso l'Ufficio usi civici e anello di giunzione tra l’ ente Università Agraria e la Regione dell'Umbria, Dott. Sandro Ciani; la Proloco di Montecchio e  un buon numero di paesani rappresentanti l’intera popolazione. Da non dimenticare poi le organizzatrici del succulento rinfresco-cena a base di fagioli e cotiche, lenticchie, farro caldi e appetitosi, panini con salsicce, dolci e dolcetti, vino rosso locale ottimo e fresco al punto giusto e  griglia all’aperto con gli specialisti dell’arrosto Vincenzo e Ida, come accade anche  durante la Sagra locale degli gnocchi che si tiene ogni anno in agosto.

I coristi si sono esibiti durante la serata in alcuni brani famosi e riproposti durante questo anno di celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia. Brava la Banda che si è limitata, come ho già detto, a dare il via alla manifestazione con note liete e coinvolgente dell’Inno nazionale e chi non sapeva bene le parole le ha finalmente imparate.

 


A proposito devo dire, come mio ricordo, quando ero piccolo, prima di partire per ‘farmi prete’ a Collevalenza con Lidio e Goliardo l’8 ottobre 1956 sulla vespa, io solo (!) con zio Olinto e la mia valigetta di cui non ricordo nemmeno il colore e la grandezza, tanto si era poveri e sprovvisti  e paghi del poco, quando c’era la Banda che suonava in piazza, io mi offrivo per tenere le partiture ai musicanti, benché piccolo e minuto che, per tenere alto il foglio, potevo vedere a mala pena solo chi mi stava davanti ed io gioivo e godevo della musica, spettacolo gratuito e paesano che ci resi orgogliosi e cocciuti nel mantenere questa attività artistica a costo di sacrifici, e chi ci ha lavorato lo sa meglio di me, ma anche io lo so!!! Coraggio avanti!!

 

Ritorniamo a noi. Certo che i ricordi ti prendono e ti fanno volare con la mente!!

E’ stato un sogno recuperare questo locale e metterlo a disposizione della comunità per i suoi momenti di festa, cultura, arte, spettacolo e divertimento….. Un buon esempio per i bambini, numerosi e volenterosi che, aiutati e avviati alla collaborazione e all’impegno della vita, potranno rimpiazzare degnamente i grandi di oggi in tutte le attività e la vita associata del paese per gli anni avvenire….

Degna di nota e anche di una citazione in questo spazio di cronaca, la Relazione del Prof. Felice Santini che ha dato, come in altre circostanze, spessore culturale all’evento riportando alla nostra conoscenza uno spicchio di vita di un nostro paesano il cui nome è purtroppo riportato su una lapide di un monumento bellico sulla Nomentana a Roma: LORENZO MATTEI, caduto di guerra.

Suo padre Domenico, devoto al santo martire Lorenzo di cui abbiamo una cappellina a lui dedicata presso il Palazzo Mattei-Landrini fuori del castello di Montecchio, decise di chiamare il suo primogenito Lorenzo il quale, fervido sostenitore dell’Unità d’Italia e della causa di Roma capitale, nel 1867, a soli 19 anni, si arruolò come volontario nell’esercito garibaldino unendosi al gruppo di Terni dove conobbe personalmente Garibaldi.

Il 25 ottobre 1867 partecipò alla battaglia di Monterotondo poi a quella più famosa di Mentana, cittadina distante 24 chilometri da Roma lungo la Via Nomentana, per la conquista di Roma. Quest’ultimo evento bellico si svolse il 3 novembre 1867 dalle ore 12,30 alle 17,04; l’esercito franco-pontificio era composto da 10.000 soldati, quello garibaldino da 5000.

Alla fine del violento scontro militare, vinto dall’esercito franco-pontificio, si contarono sul campo di battaglia 180 morti, di cui 150 garibaldini e 30 dell’esercito franco-pontificio, 220 i feriti gravi. Il giorno successivo tutti i morti, fra cui il giovane Lorenzo Mattei, furono raccolti e chiusi insieme in una sola tomba comune, ora ossario in onore dei garibaldini caduti nella circostanza. Si può leggere l’intera Relazione a parte in questo sito di Montecchio, nel settore Storia.

Ciò ci rende orgogliosi e pungolati perché queste gesta ci rendano grati a tanti nostri eroi caduti come tantissimi altri per la libertà di cui godiamo noi oggi grazie al loro sangue versato con coraggio e convinzione e sacrificio. Per mantenere il bene e la libertà bisogna sacrificarsi e offrire le proprie mani per una causa comune negli impegni di ogni giorno.

Da immaginare il prosieguo della serata con il ricco buffet che ci ha benevolmente costretti ad intrattenerci in ‘dolce’ conversazione tra paesani e amici ed ‘emigrati’ ritornati per la circostanza anche da Roma, facendo le lodi di questo e di quello, facendo meraviglie delle cose vissute in quel momento intimo e tutto per noi di Montecchio, col ‘paesano’ Felice, di cui ci gloriamo tutti per essere uno storico vero perché ricercatore paziente di ‘carte vecchie’ ma sempre preziose e utili per quanto e per quando ci interessa sapere del nostro passato e del nostro vissuto….

Chi sapeva che il Mattei è stato il primo Sindaco di Giano dopo l’Unità d’Italia (1861-1872)? Saggio ed onesto è stato definito e ci rende  ancor più orgogliosi a noi di questo paese. Sostenne a sue proprie spese addirittura alcune opere utili alla popolazione del castello di Montecchio.

Brave le donne del castello con ruoli e senza ruoli e tutti buoni e soddisfatti di aver vissuto una serata storica in quel di Montecchio di Giano. Io c’ero.

P. Quinto

Clicca qui sotto per vedere la foto gallery