INAUGURAZIONE DEL MUSEO ARCHEOLOGICO - MONTECCHIO DI GIANO - Sabato 10 maggio 2014 - ore 18. Stampa

Notizia vera e novità incredibile che una casa, dimora fino al 2000, da semplice dimora si trasformi in parte, a museo archeologico. Non solo: questo ha luogo in un castello, Montecchio di Giano (PG), piccolissimo e quasi luogo incantato per aver attraversato secoli e si trova ancora qui a testimone silenzioso e certo di avvenimenti comunissimi, familiari, poveri e nobili, della nobiltà dei semplici e degli umili lavoratori della terra e della campagna e annessi...

Sì.  La ex casa Tomassi Quinto, il nonno vecchio proprietario, è stata tutta trasformata nel suo interno con due vani, quelli antichi, e il pianterreno, cantina, forno privato, stalla del somaro e rimessa attrezzi della campagna di nonno Quinto, si è trasformato in Museo Archeologico.

I lavori sono stati curati dal nuovo proprietario dello stabile, Roberto Dottorini, con ditte locali. I lavori di restauro hanno evidenziato, con sorpresa, strutture, canali, scoli e raccoglitori di acque piovane o bianche che trovavano vie all'interno dei muri, vie ormai nascoste agli occhi dei 'moderni' inquilini Tomassi. Anche i lavori di restauro degli anni  '50, nel periodo del dopoguerra, non avevano evidenziato niente di simile.

L'attuale restauro radicale, ha smantellato via tutto dei vecchi intonaci e aggiunte posteriori e successive...secondo le esigenze dei vari inquilini....

La casa attualmente ha preso anche un altro aspetto esteriore per dei rilievi aggiunti con gusto e proprietà, evidenziati da un'intelligente illuminazione a led dal basso verso l'alto rasente la parete... Un gusto raro a godersi con gli occhi attirati da questa luce giallognola che spicca  con la parete lasciata in penombra dalla luce a led che è più diretta e non diffusiva come quella alogena...Il vicolo antico e stretto, col silenzio notturno fa da cornice suggestiva e da favola....eppure è tutto vero....! Venite a vedere...

Il Museo si è costituito come necessità per salvaguardare in un luogo decente e degno e localmente fruibile facilmente dagli abitanti del circondario, quasi fossero invitati ad essere anche i custodi gelosi ed esperti...

E' un sicuro vantaggio per il territorio del Comune di Giano, sotto la cui egida e patrocinio i lavori sono stati resi possibili con l'evidente cura ed onere finanziario dei Beni Culturali della Regione Umbria.

Sicuramente i reperti col passare del tempo e  lavori di scavo, aumenteranno....Ma già le due stanze (vecchia cantina come detto e rimessa attrezzi) ospitano in credenze a vetrate oggetti che vanno dal vasellame, alle chiavi in ferro, ganci, monete abbastanza conservate, mattoni, cocci, mosaici, affreschi in frammenti  di intonaci d'epoca.....

 

L'Inaugurazione di sabato 10 maggio alle ore 18 ha visto la presenza, presso la Sala Mattei , la Dott.ssa Maria Laura Manca e del Dott. Mario Pagano dei Beni Culturali della Regione Umbra,  dell'architetto Dott. Leonardo Del Piccolo che ha curato l'arredamento, del dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo di Giano-Bastardo, Prof Giuseppe Sofia, del Direttore del Museo Dott. Stefano Creatore, del responsabile Usi Civici Regione Umbria, Dott. Sandro Ciani, del sindaco Dott. Paolo Morbidoni e del Presidente dell'Università Agraria di Montecchio, Del Quondam Vittorio.

La popolazione e gli amici di Montecchio, sono stati spettatori privilegiati di tutta la presentazione dell'evento...Veramente un bel pomeriggio di cultura all'insegna dell'amicizia.

Il Parroco locale D. Emo ha poi benedetto i locali del Museo. La Banda locale, diretta dal Maestro Baffoni  ha fatto da colonna sonora a questo ultimo momento davanti al Museo, nel vicolo del Forno, locale adiacente al Museo, ma che anticamente faceva parte un tutt'uno con esso, da come si evince da un arco interno al museo scoperto a seguito di questi ultimi lavori di recupero e di vero restauro dell'antico....Molte case dei castelli anticamente potevano essere intercomunicanti, e poi successivamente divise dalle nuove proprietà dei nuovi o vecchi inquilini che riempivano il castello fino agli anni '80.

Ora questo Museo Archeologico ci auguriamo ridia vita e lustro al paesello, luogo amato perchè resta nel cuore di chi ne ha goduto la pace, l'arietta fresca d'estate, il silenzio, i cibi genuini dei nostri orti alle pendici del colle, assolati e curati da mani esperte, ma ora purtroppo alla mercè delle serpi e degli insetti....

Il paesaggio dall'alto dona serenità e rende piacevole la permanenza....

Fra poco il Museo sarà reso fruibile e degna pubblicità sarà fatta in merito..

Un grazie grande e grato a Roberto...che ha creduto nel progetto e ci profuso energie e sostanze....anche per amore dei genitori Gennaro ed Emma, personaggi caratteristici del paese, perchè commercianti della piccola botteguccia che ora rivive nel piccolo ed attrezzato Minimarket negli stessi locali che li ha visti al servizio dei paesani per decenni e decenni, sempre col sorriso e la gentilezza che come erba buona attecchisce solo nelle vere e sincere relazioni...

Arrivederci a tutti.

Un paesano nato in quella casa, Tomassi P. Quinto FAM.